Settembre 2020

L’importanza (in negativo?) di chiamarsi Djokovic

Essere Nole è una colpa? Non dovrebbe, ma… c’è chi lo pensa, forse con -qualche- buon motivo. Ragioniamoci su. E c’è pure chi ritiene che d’ora in poi il serbo avrà di fronte una dura montagna da scalare, dopo il ‘fattaccio’ di New York: potrebbe condizionare il resto della carriera, che lo vedeva lanciato senza troppi ostacoli verso l’abbattimento di tutti i record? di Renato BORRELLI
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Uack, sob, gulp: signori, ecco a voi Nole

Ne ha combinate di tutti i colori negli ultimi tempi il povero Djokovic, ed anche la sfortuna gli si è accanita contro, a quell’ US open che sembrava poter vincere in carrozza. Ora deve ricominciare tutto da capo: se non nelle vittorie (quelle non gliele toglie nessuno, ed ancora troppe ne otterrà…), quanto meno nella edificazione della propria immagine. Ahi ahi, quanto sono lontani Roger e Rafa! di Renato BORRELLI
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US Open, lo slam delle mamme

Per la prima volta, tra le ultime 8 rimaste in gara in uno Slam appaiono ben tre mamme: Serena Williams, Victoria Azarenka e Tsvetana Pironkova, tutte in cerca di un trofeo da poter sollevare insieme al proprio figlio, o figlia
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