Dominic Thiem: “Spero che Zverev riesca a vincere uno Slam”

Un addio speciale, nel cuore di casa

Vienna, ottobre 2024. Dominic Thiem gioca l’ultimo match della sua carriera professionistica davanti al pubblico di casa. Sul campo, contro Luciano Darderi, arrivano una sconfitta in due set e lacrime sincere. Non di rimpianto, ma di gratitudine. “Vienna è stata speciale. C’erano tante persone che non vedevo da anni, leggende del tennis e di altri sport. Ma alla fine ero anche contento che fosse finita”, ha confessato l’ex numero 3 del mondo.

Un’uscita di scena sobria ma significativa, segnata da un dettaglio non trascurabile: Thiem non era più lo stesso. Il polso destro, infortunato in modo serio dopo il trionfo agli US Open 2020, non ha mai smesso di tormentarlo. Negli ultimi anni ha convissuto con la sensazione di non avere più la stessa sensibilità nel colpire la palla, oscillando tra buone prestazioni e momenti di sconforto. “Non so se fosse un problema meccanico, mentale o legato ai nervi. Avrei potuto operarmi, ma sarebbe stato un intervento invasivo. Alla fine, credo di aver fatto la scelta giusta”, ha spiegato.

Oltre la racchetta: il ritorno alla normalità

Dopo anni trascorsi tra jet lag, hotel e continui spostamenti, Thiem ha ritrovato piacere nella vita semplice e stabile. Ha passato per la prima volta un inverno in Austria, godendosi il freddo e il tempo libero. “Il tennis non mi manca troppo”, ha ammesso, sorprendendo molti. Anche quando il fratello si è recato in Australia per seguire alcuni giovani tennisti, lui ha preferito rimanere a casa.

Ha provato a tornare in campo per un’esibizione, ma il dolore è riemerso subito. “Se colpisco palline per più giorni consecutivi, il braccio si irrigidisce. E allora capisci che è il momento di voltare pagina”. Una consapevolezza che non nasce dalla rassegnazione, ma dalla lucidità: Thiem sa di aver dato tutto e ora guarda avanti.

Nuove sfide: dall’accademia all’energia pulita

Il futuro dell’austriaco non è privo di direzione. Si dedica alla sua accademia di tennis, dove accompagna giovani talenti nel sogno di diventare professionisti. “Vedo nei ragazzi la stessa energia che avevo io. Voglio aiutarli a inseguire le loro passioni”.

Ma non solo sport: Thiem ha anche fondato Thiem Energy, una società impegnata nelle energie rinnovabili. “Ho passato tutta la mia vita a inseguire un sogno. Ora vorrei dare un contributo per evitare che il cambiamento climatico stravolga le vite delle nuove generazioni”. Un cambio di rotta netto, che riflette una visione più ampia del ruolo dell’atleta nella società.

Dominic Thiem: US Open win can be the first of many – The Irish Times

Il nuovo tennis e gli eredi dei Big Three

Anche se non gioca più, Thiem osserva con attenzione l’evoluzione del tennis. Ammira la forza dei nuovi dominatori: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. “Sono difficili da battere come lo erano Djokovic e Federer ai loro tempi”, ha detto senza mezzi termini. E ha speso parole affettuose per l’amico di lunga data Alexander Zverev, contro cui ha vinto la sua unica finale Slam: “Spero davvero che riesca a vincere uno Slam. La sua carriera è stata troppo importante per non riuscirci”.

Un’osservazione interessante arriva sullo scenario post-Big Three: in teoria, le vittorie Slam dovrebbero essere più accessibili. Ma Thiem è realistico: “Oggi, per vincere, devi battere almeno uno tra Sinner e Alcaraz. E questo è tutt’altro che facile”.

La serenità dopo la corsa

Il ritiro di Thiem non è stato un colpo di scena, ma una scelta ponderata. Dopo una carriera intensa, vissuta ai vertici e minata nella fase finale da un infortunio persistente, l’austriaco ha trovato pace nella normalità. Ha lasciato lo sport ad appena 31 anni, ma senza rimorsi: ha conquistato uno Slam in un’epoca dominata dai giganti, ha lottato con onore e ora si dedica a progetti che contano.

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