ATP Monte-Carlo: Alcaraz e Djokovic solo in un’ipotetica finale

Il Masters 1000 di Montecarlo apre ufficialmente la stagione sulla terra battuta con un’edizione 2025 che promette scintille. Dal 6 al 13 aprile, i migliori del circuito si sfideranno sui campi del Country Club monegasco in un torneo che non solo segna l’inizio della rincorsa verso il Roland Garros, ma anche un banco di prova decisivo per tanti protagonisti in cerca di riscatto. Il sorteggio del tabellone ha già acceso i riflettori: Carlos Alcaraz e Novak Djokovic, tra i favoriti, si trovano in due metà opposte, con la possibilità di incontrarsi solo in finale. Ma per entrambi, la strada è tutt’altro che in discesa.

La parte alta: Zverev, Tsitsipas e Djokovic, fuoco incrociato

Nel primo quadrante domina Alexander Zverev, testa di serie numero uno. Il tedesco ha bisogno di ritrovare certezze dopo una stagione su cemento sotto tono e dovrà farlo sin da subito: il suo debutto sarà probabilmente contro Matteo Berrettini, avversario ostico che torna in fiducia. Più avanti lo attendono nomi come Lorenzo Musetti, perfetto per la terra, Sebastian Korda o Jiri Lehecka. Ai quarti potrebbe materializzarsi il big match contro Stefanos Tsitsipas, fresco di titolo lo scorso anno e alla caccia del quarto trionfo in cinque anni nel Principato.

Il greco, numero sei del seeding, inizierà il cammino contro il potente Giovanni Mpetshi-Perricard o l’australiano Jordan Thompson. In caso di vittoria, l’incrocio più suggestivo è quello con Holger Rune, finalista del 2023, al terzo turno.

Nel secondo quadrante, Novak Djokovic torna a Montecarlo dopo il trionfo olimpico di Parigi e con l’obiettivo di raggiungere il centesimo titolo ATP. Il serbo, due volte vincitore qui, potrebbe esordire contro Stan Wawrinka, campione nel 2014. In seguito, lo attendono possibili sfide con Grigor Dimitrov o Nicolás Jarry al terzo turno, e un quarto di finale infuocato con uno tra Daniil Medvedev, Alex de Minaur o Sebastián Báez. Il potenziale incrocio in semifinale con Zverev o Tsitsipas renderebbe l’avvicinamento alla finale un vero tour de force.

Nel cuore del tabellone: Ruud e Draper cercano conferme

Il terzo quadrante è meno esplosivo ma non meno competitivo. Casper Ruud, finalista nel 2024, si affida ancora una volta alla terra per raddrizzare una stagione fin qui irregolare. Il norvegese aprirà contro Roberto Bautista Agut o Brandon Nakashima, quindi possibile ottavo con Frances Tiafoe o Ugo Humbert. Ai quarti potrebbe trovare il rampante Jack Draper, reduce dal titolo a Indian Wells, o il potente Ben Shelton, che debutta contro l’insidioso Alejandro Davidovich Fokina.

Ruud punta tutto sul suo tennis solido e sulla fiducia accumulata nella passata edizione, ma dovrà difendersi da avversari imprevedibili e in ascesa.

La parte bassa: Alcaraz alla prova del nove

Carlos Alcaraz è chiamato a dimostrare che la terra battuta è davvero il suo habitat. Il murciano, mai davvero protagonista a Montecarlo (una sola presenza, con sconfitta nel 2022 contro Korda), arriva con una stagione incerta e qualche interrogativo fisico. Ma l’obiettivo è chiaro: vincere e imporsi anche dove finora è rimasto all’ombra.

Il suo debutto sarà contro Fabio Fognini, campione nel 2019, o l’argentino Francisco Cerúndolo, reduce da ottime prove sul cemento americano. In ottavi potrebbe incontrare l’altalenante Felix Auger-Aliassime, mentre i quarti potrebbero riservare uno tra Andrey Rublev, Arthur Fils o Gael Monfils. In semifinale lo attende un potenziale scontro con Draper, Ruud o Shelton, tutti ostacoli di peso prima di una possibile finale contro Djokovic o Zverev.

Per Alcaraz, questo torneo rappresenta molto più di un titolo: è la possibilità di “dimostrare a se stesso e al circuito che sulla terra può dominare”. La pressione sarà alta, ma anche la motivazione.

Un torneo, mille incroci possibili

Il tabellone di Montecarlo 2025 si presenta come uno dei più equilibrati e aperti degli ultimi anni. Se da una parte Djokovic punta a scrivere la storia con il centesimo titolo, dall’altra Zverev e Tsitsipas cercano continuità, mentre Ruud e Alcaraz vogliono ribaltare le gerarchie. In mezzo, outsider agguerriti pronti a fare saltare il banco.

Montecarlo, da sempre terra di sorprese e di rinascite, promette di nuovo spettacolo puro. E chissà che questa volta non sia davvero “la terra promessa” per Carlos Alcaraz.

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