Carlos Alcaraz: “Voglio essere come Federer e Nadal”

Carlos Alcaraz è un predestinato, ma dietro il suo talento c’è un’intensa determinazione e una visione chiara del suo percorso. Il giovane campione spagnolo, in una recente intervista rilasciata a Louis Vuitton, ha svelato aspetti profondi della sua mentalità competitiva, del ruolo chiave del suo allenatore Juan Carlos Ferrero e delle difficoltà di gestire la pressione in un mondo, quello del tennis, che cambia rapidamente.

Una competitività senza limiti

Sin da piccolo, Alcaraz ha sempre avuto un solo obiettivo: vincere. “Sono una persona molto competitiva. Non mi piace perdere contro niente e nessuno”, ha confessato. Una mentalità che ha coltivato fin da quando tirava i primi colpi nel Real Sociedad Club de Campo de Murcia, il luogo dove tutto ha avuto inizio.

Quel campo da tennis non è solo il ricordo della sua infanzia, ma anche il simbolo di una crescita costruita con sacrifici e scelte importanti. Il padre, grande appassionato di tennis, avrebbe potuto essere il suo primo allenatore, ma decise di lasciare spazio a un professionista. Juan Carlos Ferrero, ex numero uno del mondo, è stato il vero artefice del suo sviluppo. “La gente ha iniziato a capire che fossi bravo quando avevo 14 anni, ma è grazie a Juan Carlos che sono qui”, ha spiegato Alcaraz, ricordando i loro viaggi insieme a partire dai 15 anni e le lezioni apprese dentro e fuori dal campo.

L’eredità di Federer e Nadal

Per Alcaraz, il tennis è molto più di una questione tecnica. La sua aspirazione non è solo vincere, ma lasciare un segno, proprio come i suoi idoli: Roger Federer e Rafael Nadal. “La cosa più importante al mondo per me è essere una brava persona. Voglio essere un’ispirazione per i bambini, proprio come Nadal e Federer lo sono stati per me”.

L’ammirazione per questi due giganti non si limita ai successi sportivi, ma si estende al loro atteggiamento dentro e fuori dal campo. Alcaraz vede nel loro esempio un modello di comportamento da seguire: il rispetto per gli avversari, l’umiltà e la capacità di affrontare le sfide con determinazione.

Un tennis sempre più veloce e mentale

Secondo il giovane spagnolo, il tennis è cambiato radicalmente negli ultimi vent’anni. Il ritmo è aumentato, la preparazione fisica è sempre più centrale e la gestione mentale è diventata un fattore determinante. “Voglio essere un tennista aggressivo. È essenziale credere in sé stessi e avere la mentalità giusta per poter battere chiunque”, ha sottolineato.

Ma non è sempre facile. La pressione è costante e a volte il divertimento lascia spazio alla tensione. “Ci sono momenti in cui non mi diverto in campo, perché è difficile gestire la pressione. Ma poi mi ricordo che sto vivendo il sogno che avevo da bambino”, ha raccontato con sincerità.

Alcaraz ha anche ammesso di dover migliorare nella gestione delle partite. Gli è capitato di perdere match che sembravano già vinti, abbassando l’intensità nei momenti chiave. “A volte, quando sto giocando bene, mi rilasso troppo e poi finisco per perdere. Ho imparato molto da queste esperienze”.

Un futuro tutto da scrivere

Nonostante la giovane età, Alcaraz ha già raggiunto traguardi straordinari. Ma per lui, il viaggio è solo all’inizio. La consapevolezza che si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie lo spinge a migliorarsi continuamente. Il suo obiettivo non è solo vincere titoli, ma lasciare un’eredità, proprio come i suoi idoli.

La determinazione, la passione e il desiderio di crescita lo rendono un campione speciale, capace di incantare il pubblico con il suo gioco esplosivo e il suo sorriso contagioso. Il futuro del tennis è nelle sue mani, e lui è pronto a scrivere la sua storia.

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