Luciano Darderi ha ritrovato la luce, e lo ha fatto nel modo più convincente. Dopo mesi complicati e un periodo di adattamento difficile sui campi in cemento, l’italo-argentino ha ritrovato il sorriso sulla terra rossa di Marrakech, dove ha conquistato l’accesso alla sua seconda finale ATP in carriera, a distanza di 14 mesi dal titolo a Cordoba. Nel torneo marocchino, l’azzurro ha steso in semifinale Roberto Carballes Baena con un netto 6-3 6-2, una prestazione brillante che lui stesso ha definito “forse la mia partita migliore”.
Un dominio sin dal primo scambio
Il match si è messo subito sui binari giusti per Darderi, che ha imposto un ritmo forsennato fin dai primissimi scambi. Il parziale iniziale di 12 punti a 1 ha dato un chiaro segnale di quanto fosse centrato il numero 57 del mondo, che ha messo alle corde un avversario solitamente solido come Carballes Baena. L’italo-argentino ha sfoderato un tennis aggressivo, fatto di colpi profondi e variazioni sapienti, alternate a incursioni a rete concluse con colpi da applausi, come la stop volley in allungo che ha infiammato il pubblico sul 4-1.
Il primo set si è chiuso 6-3, ma la sensazione era di un divario tecnico e fisico ben più marcato. Darderi ha dominato i numeri: 11 vincenti a 3, 35 punti a 22, 22 a 9 al servizio. Carballes Baena, già vincitore a Marrakech nel 2023 e finalista nel 2024, ha provato a reagire, riuscendo a strappare un break nel settimo gioco, ma il tentativo si è rivelato tardivo.
Darderi sets the tone 💪
A blistering start helps the Italian to grab the first set vs RCB 6-3!#GrandPrixHassanII | @Lucianodarderi_ pic.twitter.com/UDEFlXHqhn
— ATP Tour (@atptour) April 5, 2025
Accelerazioni e sangue freddo: la ricetta per chiudere in bellezza
Nel secondo set il copione non è cambiato. Darderi ha continuato a dettare il ritmo, spingendo con il dritto e facendo male con il rovescio tagliato che ha spesso mandato fuori tempo lo spagnolo. Il break iniziale è arrivato nel terzo gioco, ma ciò che ha fatto la differenza è stata la capacità di confermare il vantaggio con sicurezza, senza mai dare modo all’avversario di rientrare. Sul 4-2, l’azzurro ha superato quota 20 vincenti, mentre Carballes Baena faticava anche solo a tenere il proprio turno di battuta.
La partita si è chiusa con due ace consecutivi, il sigillo di un Darderi in stato di grazia. Il pubblico lo ha accompagnato verso la finale con entusiasmo, e lui ha ricambiato con un pensiero speciale: “Spero di rivedere tutti i tifosi italiani che hanno fatto il tifo per me oggi”.
Una finale storica, ma occhio a Griekspoor
A Marrakech, Darderi diventa il finalista più giovane del torneo dal 2017 e il sesto italiano nella storia a spingersi fino all’ultimo atto del Grand Prix Hassan II. Prima di lui, ci erano riusciti nomi importanti del tennis azzurro come Renzo Furlan, Andrea Gaudenzi e Daniele Bracciali. A contendergli il titolo sarà l’olandese Tallon Griekspoor, testa di serie numero uno, che in semifinale ha avuto la meglio sul polacco Majchrzak con il punteggio di 7-5 7-6(3), recuperando un set che sembrava compromesso dopo essere stato sotto 2-5.
Griekspoor ha già battuto Darderi in entrambi i precedenti, nel 2024 al Roland Garros e a Parigi-Bercy. Ma questa volta sarà tutto diverso: si gioca sulla terra, e Darderi ha dimostrato di essere tornato nella sua dimensione ideale. L’olandese ha raggiunto la sua prima finale su terra battuta, ma la sensazione è che sarà l’azzurro a scendere in campo con più consapevolezza e fiducia.
Un’occasione per riscrivere la classifica
Con questa cavalcata, Darderi è già proiettato al numero 51 del ranking ATP, ma un successo in finale potrebbe riportarlo nella top 50, aprendo nuovi scenari in vista della stagione europea sulla terra. Un’opportunità ghiotta per rilanciare una carriera che ha ancora margini enormi di crescita.
Ora non resta che sognare: Luciano è tornato, e Marrakech potrebbe essere solo l’inizio.
Quando il nastro ti aiuta, va ringraziato.
Parola di Luciano Darderi 💋pic.twitter.com/9EMAyLU6Xl
— Quindici Zero 🎾 (@quindicizero) April 4, 2025