La rinascita di Flavio Cobolli: asfalta Dzumhur e centra la finale Atp a Bucarest

Flavio Cobolli torna a brillare sul palcoscenico del grande tennis. Dopo mesi difficili e otto sconfitte consecutive nel circuito maggiore, il tennista romano si è preso la scena a Bucarest, centrando la seconda finale ATP della carriera – la prima del 2025 – grazie a una prestazione impeccabile contro Damir Dzumhur.

Flavio Cobolli torna a brillare sul palcoscenico del grande tennis. Dopo mesi difficili e otto sconfitte consecutive nel circuito maggiore, il tennista romano si è preso la scena a Bucarest, centrando la seconda finale ATP della carriera – la prima del 2025 – grazie a una prestazione impeccabile contro Damir Dzumhur. Un 6-3, 6-0 senza repliche, in appena un’ora di gioco, che racconta più di un semplice risultato: è il segnale di una rinascita sportiva e personale.

Una settimana da protagonista

Cobolli è arrivato al Tiriac Open privo di certezze, reduce da problemi fisici e da un inizio di stagione complicato. Eppure, in Romania ha ritrovato sé stesso. La semifinale contro Dzumhur ha rappresentato la sintesi perfetta del suo percorso nel torneo: concentrazione, solidità e un tennis finalmente fluido e deciso. Dopo un primo set combattuto nei game iniziali – in cui ha annullato tre palle break nel sesto gioco – l’azzurro ha preso il largo, trasformando il secondo parziale in un monologo: “È stata una bella giornata, sulla finale non voglio dire niente… ma vorrei tanto poter cambiare l’esito”, ha dichiarato a fine partita, lasciando trasparire emozione e determinazione.

 

Ritrovare il gioco e la fiducia

Più che una questione tecnica, quella di Cobolli è stata una risalita psicologica. I risultati che mancavano, le incertezze fisiche e l’assenza di vittorie stavano logorando l’entusiasmo di un ragazzo che solo pochi mesi fa sembrava lanciato verso i vertici. A Bucarest ha ritrovato la fiducia: “Mi avete fatto sentire come a casa”, ha detto ringraziando il pubblico rumeno, sottolineando l’alchimia che si è creata tra lui e l’ambiente del torneo.

Una finale che vale doppio

Ad attenderlo ora c’è un avversario temibile: l’argentino Sebastian Baez, specialista della terra battuta, capace di vincere ben 77 partite su questa superficie dal 2022 e già alla sua terza finale stagionale dopo Rio de Janeiro e Santiago. L’incrocio tra Baez e Cobolli è inedito, ma promette scintille. Se l’argentino parte con i favori del pronostico, Flavio ha dalla sua l’entusiasmo di chi ha riscoperto il gusto della lotta e l’urgenza di scrivere una nuova pagina della propria carriera.

L’Italia ritrova un talento

Con la qualificazione alla finale, Cobolli diventa il quarto italiano della storia a raggiungere l’ultimo atto del torneo di Bucarest, il primo dopo Fabio Fognini nel 2012. Un risultato che premia il lavoro silenzioso e la voglia di non arrendersi, e che potrebbe rappresentare l’inizio di una stagione tutta da riscrivere. La sfida con Baez, in programma domenica alle 13 in diretta su Sky Sport, sarà molto più di un match per il titolo: sarà la cartina di tornasole per capire se il Flavio visto a Bucarest è davvero pronto a fare il salto definitivo nel tennis che conta.

Per ora, c’è solo una certezza: le cose stanno andando bene per Cobolli. E dopo tanto buio, era ora.

 

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