Lorenzo Musetti ha messo in scena una delle sue prestazioni più solide e convincenti della stagione, superando Matteo Berrettini con un netto 6-3, 6-3 agli ottavi di finale del Masters 1000 di Montecarlo. Un derby azzurro che prometteva equilibrio e spettacolo, ma che si è trasformato in una dimostrazione di forza e lucidità tattica da parte del tennista toscano.
Il match è stato subito indirizzato nel primo set, con Musetti capace di volare sul 4-1 e chiudere agilmente il parziale. Stessa trama nel secondo, con Berrettini incapace di trovare risposte ai continui cambi di ritmo dell’avversario, che lo ha tenuto lontano dal suo tennis esplosivo e potente. Anche un medical time out nel finale non è bastato al romano per invertire l’inerzia.
A fine partita, Lorenzo Musetti ha analizzato con lucidità la chiave del successo: “Molto probabilmente è stata la mia miglior partita dell’anno, tatticamente e tennisticamente”. Il merito? Aver messo da parte l’istinto per il bel gioco, scegliendo l’efficacia: “Non serviva la bellezza. Dovevo essere concreto e semplice. Sapevo cosa fare tatticamente e ho cercato di togliergli il tempo e lo spazio per costruire il suo tennis”.
Il piano, preparato con il suo team, ha funzionato alla perfezione: negare a Berrettini la possibilità di girarsi sul dritto, arma letale del suo repertorio, forzandolo invece a muoversi sul rovescio. “Quando lo scambio partiva subito sul suo dritto, lo facevo muovere. Poi lo obbligavo a colpire di rovescio per farlo tornare ancora sul dritto, dove fatica di più a muoversi”.
Una strategia mentale oltre che tecnica, che ha stressato Berrettini fino a togliergli lucidità. “Giocare contro un connazionale è sempre uno stress emotivo”, ha ammesso Musetti. “Ma oggi ho gestito bene anche quello. Questa partita deve essere un esempio per il futuro: posso vincere anche match così”.
Dall’altra parte della rete, un Matteo Berrettini visibilmente deluso ma lucido nell’analisi del proprio blackout. “Non è stato il piede a farmi sbagliare. Mi fa male, ma è solo un fastidio. La verità è che è stata una giornata no in tanti sensi”, ha dichiarato a fine match. Il romano ha ammesso di non aver affrontato la partita con il giusto approccio mentale: “Ero un po’ bloccato, senza vie di fuga. Lento di testa, poco acceso. Non mi è salita la giusta adrenalina”.
Nonostante la frustrazione per la sconfitta netta, Berrettini ha cercato di guardare avanti con spirito costruttivo: “Credo che la strada sia quella di perdonarsi un po’ e guardare al buono che c’è stato. La stagione sulla terra è appena iniziata, e la cosa importante è che non mi sono fatto male”.
Con questa vittoria, Musetti vola ai quarti di finale dove affronterà il vincente tra Nuno Borges e Stefanos Tsitsipas. Proprio il greco rappresenterebbe un banco di prova di altissimo livello, ma il Lorenzo visto contro Berrettini sembra pronto: “Tsitsipas si muove bene su questa superficie e ha un grande dritto, ma sul rovescio fa più fatica. Servirà un altro piano, pazienza e lucidità”.
Per Berrettini, invece, è tempo di voltare pagina, ritrovare serenità e riprendere il cammino verso una condizione più continua. Dopo mesi difficili, la risalita è ancora lunga, ma il suo atteggiamento resta quello giusto.
Una cosa è certa: il derby italiano ha raccontato due storie molto diverse, ma entrambe cariche di umanità, lavoro e voglia di riscatto.
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