Pronti via e Jannik piazza un parziale di 12 punti a 2 e si porta 3-0 prima ancora che il russo si allacci le scarpe. All’opposto di ieri, la partita scivola via a strattoni, con scambi brevi e scorbutici. Aslan scalda i motori e comincia a infilare vincenti, oltre a servire come un treno: ora è fondamentale difendere il vantaggio per non complicarsi la vita. Jannik è bravo a gestire qualche scazzottata ma un nastro beffardo lo mette nei guai insieme a una risposta fulminante di Karatsev, così arriva la prima palla break, cancellata con il servizio. Ai vantaggi però la lotta si fa serrata e alla terza opportunità il russo pareggia il conto dei break e poi quello dei game (4-4). Adesso l’artiglieria sovietica ci va pesante e trova il campo spesso e volentieri, Jannik va sotto 0/30 ma reagisce da campione e infila quattro punti per il 5-4. Superato il momento di apnea, il giovanotto di San Candido cavalca l’onda e raggiunge più volte la parità ma è costretto a cedere per il 5-5. Con l’ace esterno Jannik si riporta avanti e rispedisce la pressione al mittente, pressione che peraltro fa un baffo al moscovita classe ’93 che lo raggiunge al tiebreak. Karatsev parte male e si sfoga sparando una palla in cielo (warning) prima di girare sotto 4-2. Jannik piazza un ace e un vincente e si porta a set point con un solo prezioso minibreak di vantaggio (6-3). Karatsev è bravo ad annullare i primi due, poi mette in corridoio il rovescio decisivo: 7-6 per Jannik che copre un ghigno con il pugnetto e conferma un certo feeling con il game decisivo.
La rabbia del russo porta in dote cinque palle break nel secondo lunghissimo game che lo lancia infine sul 2-0 dopo un tiro a segno con le righe. Sinner rimane in scia ma adesso Karatsev è ingiocabile, spara siluri che bucano il terreno e allora va già bene resistere fino al 5-3 sperando che il vento dell’est si dia una calmata. Jannik trova un lume di speranza sullo 0/30 poi sbaglia un dritto banale e infine cade sotto le rasoiate che non gli lasciano scampo: 6-3 e si va al terzo (tanto per cambiare).
Jannik comincia al servizio ma la musica non cambia e il break in apertura è una mazzata tremenda. Sinner rifiuta la sentenza, impatta il break, fa 2-1 e arriva a un passo dal 3-1 sul 15/40; poi il miracolo svanisce e Aslan lo affossa con un parziale di quattro game consecutivi.
La sconfitta – meritata – si trasforma come sempre in un grande punto interrogativo che contiene un numero imprecisato di domande. Jannik lascia il campo con l’aria di uno che non dormirà e che non vede l’ora di tornare in campo per cancellare il rimpianto: lo aspettiamo.
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