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Andrej Rublëv, storia di un predestinato

La vittoria nei quarti di finale in quel di Umago, ha portato nuovamente sotto la luce dei riflettori Andrej Rublëv, grazie al successo in rimonta ottenuto contro Fabio Fognini in tre set (6-7 6-2 7-6). Il russo ha dimostrato di avere una buona solidità in difesa,un ottimo diritto e una grande concentrazione che gli hanno permesso di giocare alla pari contro il n°27 del mondo .

Andrej Rublëv,classe 1997, figlio di una maestra di tennis, Marina, e di un pugile in seguito diventato un importante ristoratore a Mosca, si è fatto notare per la prima nel 2013,vincendo il suo primo titolo professionistico del circuito ITF,dopo aver compiuto 16 anni da poche settimane, piazzandosi al terzo posto come tennista più giovane della storia a conquistare un torneo di questa categoria, alle spalle di Gasquet e Ancic.

Nel 2014 trionfa al Roland Garros junior e debutta in coppa Davis al secondo turno play-off della zona Euro-Africana gruppo I vincendo il doppio in coppia con Konstantin Kravchuk contro i portoghesi Gastao Elias e Joao Sousa in tre set. Il grande salto nel tennis che conta arriva nel 2015,entrando per la prima volta in un torneo ATP a Delray beach,portandosi fino al 2° turno. Ottiene la prima vittoria in un master 1000 a Miami battendo Pablo Carreno Busta. Grazie alla vittoria su Jarkko Nieminen al primo turno del Geneva Open, il diciassettenne diventa il secondo teenager sotto i 18 anni a vincere almeno una partita in cinque tornei in una stagione, il primo fu Nadal nel 2004. In quell’anno il moscovita si qualificò anche per la prima volta nel main draw di un torneo dello Slam, agli Us Open,venendo estromesso al primo turno.

Dopo un 2016 senza risultati di rilievo nel circuito maggiore,nel 2017 ottiene la prima vittoria in uno slam in Australia, ripetendosi a Wimbledon ai danni del “nostro” Stefano Travaglia. Inoltre a raggiunto anche per la prima volta la top 100 delle classifiche mondiali. Andrej Rublëv è dotato di una velocità di piedi davvero notevole,ottimi appoggi e   movimenti brevi eseguiti in maniera perfetta da ambedue i lati. Altra importante caratteristica dell’attuale numero 74 del mondo è la personalità,che lo rende molto sicuro di sé ma allo stesso tempo anche arrogante nei confronti dei suoi avversari. Questo dimostra che il russo deve ancora maturare dal punto di vista caratteriale,  ed è un aspetto su cui dovrà lavorare se vorrà  raggiungere il top. Negli ultimi anni sta facendo molti progressi,gli screzi avuti con Verdasco al Godò e con Renzo Olivo nel Challenger di Mosca sono ormai un vecchio ricordo. Le speranze del tennis maschile russo sono tutte poste nei tre Next Gen: Daniil Medvedev, Andrej Rublëv e Karen Chačanov, alla caccia della vittoria in uno slam che manca oramai da 12 anni, dal successo di Marat Safin agli Open d’Australia del 2005.

Gianmarco Russo

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