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Diario del Roland Garros: giorno 5

-La partita di Nadal ha, come momento dal maggior pathos, il lancio della moneta durante il sorteggio. Dopo ciò, è assolo iberico, senza alcuna possibilità di replica. Con un giocatore incolpevole di tale sottomissione, si rivede a tratti il demiurgo che lo scorso anno non permise a nessuno di vincere più di quattro game all’interno di un set, status che è mancato, se non per l’assenza di successi, quanto più per l’evidente sensazione che il livello medio di Nadal abbia iniziato a percorrere una parabola discendente. Non potendo effettuare altri commenti riguardo un match che non c’è stato, pregusto il il prossimo turno che lo vedrà opposto allo splendido cigno bianco Gasquet, superbo incantatore dal braccio angelico sadicamente immesso in un corpo mortale. Osservarlo è gioia e rito catartico. È già conto alla rovescia.

-Fabio Fognini dipinge un campo 18 popolato da spettatori giunti per caso ai margini dell’impianto, disponendo a proprio piacimento dell’inerme Ymer costretto a subire impotente le celeri giocate del ligure. Sette game persi in quello che non rappresenta niente più di un allenamento ad alta intensità, dove lo svedese, dai tipici tratti della propria terra natia, è utile soltanto al fine di perfezionare qualche dettaglio tattico stimolando la fantasia di un Fognini particolarmente ispirato. Per lui, al prossimo turno, ci sarà Edmund, con il quale, da ranking, partirà sfavorito. Il britannico da mesi mostra uno stato di forma eccellente. La sfida sarà tutt’altro che scontata. 

-Se Thiem, impegnato nella disputa dal miglior preambolo di giornata, cede un set a Tsitsipas per poi imporsi in quattro, Denis Shapovalov dimostra tutte le sue imperfezioni tattiche ancora da correggere sul rosso. Dopo un primo parziale ottenuto in lotta, lascia a Merter l’onore di raggiungere il terzo turno, rimediando una sconfitta che, per quanto amara, risulterà estremamente positiva. Una lotta è stata persa, portando con sè sensazioni positive. Continua il lungo percorso di crescita del pargolo canadese. 

-Maria Sharapova fa suo l’incontro con Donna Vekic, fidanzata di Wawrinka dal tennis frizzante cresciuta esponenzialmente nel corso dell’ultimo anno. La siberiana, ritrovando apparentemente la rabbia di un tempo, fora i campi sui quali due volte diventò regina, facendo seguire, ai soliti strazianti lamenti d’angoscia, fondamentali pesanti e profondi. In quello che si prospetta essere il torneo dei grandi ritorni, un posto d’onore potrebbe spettare proprio alla bionda caramellaia. 

-Serena Williams vince un match di fondamentale importanza per la propria autostima. La Barty, scoppiata agli scorsi Australian Open, rappresentava per lei un’avversaria insidiosa, perché capace, con grande mestiere, di muovere il gioco. Dopo il primo set perso, esce però una Williams testarda e migliorata visibilmente dal punto di vista fisico, che, facendo perno su un servizio poderoso ed una personalità ineguagliabile, rimonta e vince. Che spettacolo questa donna, capace di imporsi pur con tutte le difficoltà del caso. La condizione è ancora precaria, ma una Serena sicura di sè può far davvero paura a tutte. 

Dal vostro cronista è tutto, a domani. 

Nicola Corradi

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